Al termine del Consiglio Federale, tenutosi oggi a roma, il presidente della Figc, Gabriele Gravina è tornato sul tema della riapertura degli stadi al pubblico: "Con il Premier Conte abbiamo condiviso un percorso: priorità alla scuola, se poi questo percorso dovesse dare risultato positivo e anche facendo leva sul senso di responsabilità che il calcio ha già dimostrato, la riapertura degli stadi creda possa essere naturale. Non vogliamo insistere, abbiamo ripresentato la nostra stessa idea progettuale sperando che possa trovare condivisione da parte del Cts e che la parte politica possa poi autorizzarci ad aprire agli spettatori”.

Capitolo playoff. Il presidente Gravina si è detto favorevole alla questione, ma a patto che il progetto trovi il favore di tutte le parti in causa: "I playoff sono un'idea su cui sto lavorando da tempo e mi auguro di poter trovare condivisione. L'incontro con Infantino è stato molto utile perché per la sua esperienza e il ruolo che ricopre è stato un momento di grande e approfondita riflessione. Ne abbiamo parlato, ho espresso la mia personale idea per l'ipotesi di un rinnovamento in modo da poter posizionare sul mercato un prodotto oggi ormai superato e non più appetibile dal fruitore. Bisogna confrontarsi e capire ad ampio raggio aspetti positivi e negativi e creare un progetto appetibile da parte di tutti".

Infine, sulla questione spinosa dei tamponi, Gravina lancia l'allarme: "Il tampone ogni quattro giorni è diventato insostenibile. Chiediamo di ottenere nell'immediato, perché non è più procrastinabile, di rendere più sostenibile la pratica del tampone. Auspico che il Cts possa concederci almeno questo in partenza".

Continua il botta e risposta tra i vertici del calcio italiano e il governo. Da una parte c'è la Figc decisa a non far interrompere definitivamente la stagione 2019/2020, dall'altra c'è il ministro dello sport Vincenzo Spadafora che da settimane predica calma e prudenza circa l'eventuale ripresa degli allenamenti e di conseguenza dei campionati. Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, durante il meeting online Crescere Insieme promosso dall’Ascoli ha ribadito il concetto: "Finché sarò presidente della FIGC, non firmerò mai per il blocco dei campionati, perché sarebbe la morte del calcio italiano. Io sto tutelando gli interessi di tutti, quindi, ripeto, mi rifiuto di mettere la firma ad un blocco totale, salvo condizioni oggettive, relative alla salute dei tesserati, allenatori, staff tecnici e addetti ai lavori, ma qualcuno me lo deve dire in modo chiaro e mi deve impedire di andare avanti. Il tempo lavora a nostro favore, il danno economico è diviso per categorie: con la chiusura totale il sistema perderebbe 700-800 milioni di euro, se si dovesse giocare a porte chiuse la perdita sarebbe di 300 milioni, se si ripartisse a porte aperte la perdita ammonterebbe a 100-150 milioni, anche se quest'ultima ipotesi non è percorribile".

Sistema da riformare
"Dobbiamo fare una riflessione su una riforma del nostro sistema, non solo per quanto concerne il format sportivo, ma proprio come modalità di sviluppo sostenibile, togliendo le catene e parlando di libertà con una nuova impostazione. Questo è il tema su cui dobbiamo concentrarci, abbandoniamo logiche di sviluppo molecolare, siamo strutturati in un modo ormai superato rispetto al resto dell'Europa. Cento squadre professionistiche in Italia non si possono più reggere. Questa è la mia progettualità e lo dico da imprenditore, io non so fare politica. Sono portato a fare i calcoli ed a capire le criticità delle Leghe. Il vero imprenditore deve alzare l'asticella della qualità".

Si è conclusa la riunione straordinaria del Consiglio Federale della FIGC che ha affrontato tutte le criticità legate alla sospensione del calcio in Italia dovute alla diffusione del Coronavirus. Durante la riunione, il Consiglio ha preso atto della sospensione di tutte le partite sul territorio nazionale fino al 3 Aprile e ha avanzato 4 ipotesi per portare a terminare la stagione di Serie A. Stabilita inoltre anche la data del prossimo Consiglio Federale, ossia il 23 marzo, nella quale si discuterà delle 4 ipotesi proposte. 

Il comunicato della FIGC

Introducendo il punto all’ordine del giorno, il presidente Gravina ha relazionato il Consiglio in merito alle interlocuzioni intercorse negli ultimi giorni con le autorità governative e con il presidente del CONI. In conseguenza di quanto disposto dal DPCM firmato il 9 marzo, il Consiglio ha sospeso le partite organizzate dalle Leghe in programma su tutto il territorio nazionale fino al 3 aprile.

Stante l’attuale situazione, anche alla luce delle auspicabili ulteriori disposizioni governative per agevolazioni fiscali e contributive, il Consiglio ha conferito delega al presidente federale per allineare le disposizioni della FIGC in materia e per valutare, ed eventualmente emanare, il differimento delle scadenze per l’iscrizione ai campionati della stagione sportiva 2020/2021 dal 22 al 30 giugno.

4 ipotesi per terminare la stagione di Serie A:

  1. Con riferimento al recupero delle gare della Serie A, tenuto conto che le altre Leghe non hanno scadenze internazionali e quindi una più ampia marginalità di programmazione, il presidente federale ha proposto alla Lega di Serie A, attraverso lo scivolamento delle giornate, di sfruttare tutte le date a disposizione fino al 31 maggio.

Qualora l’emergenza Covid-19 non dovesse consentire la conclusione dei campionati, il presidente Gravina ha sottoposto all’attenzione delle Leghe interessate alcune ipotesi su cui discutere nella riunione, già fissata, del Consiglio Federale del 23 marzo pv. Senza alcun ordine di priorità, un’ipotesi potrebbe essere:

  1. la non assegnazione del titolo di Campione d’Italia e conseguente comunicazione alla UEFA delle società qualificate alle coppe europee;
  2. un’altra sarebbe far riferimento alla classifica maturata fino al momento dell’interruzione;
  3. terza ed ultima ipotesi, far disputare solo i play off per il titolo di Campione d’Italia ed i play out per la retrocessione in Serie B

Il presidente della FIGC Gabriele Gavrina è intervenuto a Chieti in occasione della cerimonia di premiazione della diciasettesima edizione del Premio "Giuseppe Prisco".
Il numero uno del calcio italiano ha dichiarato: "Stiamo lavorando affinché chi inizia un campionato lo deve portare a termine e lo deve disputare nel rispetto delle regole. Questo vale per tutti, ad iniziare dalla prossima scadenza che è quella del 24 giugno (iscrizione ai campionati) e quindi rispetto dei principi fissati. Per questo ci saranno ancora controlli maggiori della Covisoc affinché sia garantita la massima regolarità e trasparenza".
A poche ore dal verdetto sul Palermo ha poi aggiunto: "Gli organi di giustizia sportiva non dipendono dalla federazione. Sono organismi autonomi e io sono in attesa come tanti di conoscere quella che sarà l'evoluzione di questa partita che non è una partita giocata sul campo ma che avrà riflessi anche sulle aspettative di alcune società e del mondo del calcio".

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