Nel corso di una lunga intervista concessa al quotidiano sportivo Tuttosport, il potente agente Mino Raiola ha parlato del futuro di Paul Pogba aprendo la possibilità ad una sua cessione la prossima estate: "Meglio parlar chiaro, guardare avanti e non perdere tempo a cercare colpevoli: Paul al Manchester United è infelice, non riesce più a esprimersi come vorrebbe e come ci si attende da lui. Deve cambiare squadra, deve cambiare aria. Ha un contratto che scadrà fra un anno e mezzo, nell’estate del 2022, ma la soluzione credo migliore per le parti sia quella della cessione nel prossimo mercato. Altrimenti il club di Old Trafford, con cui i rapporti sono ottimi, sa bene che rischierebbe di perderlo a parametro zero, dato che per il momento non è intenzione del giocatore prolungare il contratto. Se qualcuno non lo capisce, ergo capisce poco niente di calcio. In ogni caso addossino pure tutta la colpa a me se la prossima estate Paul se ne andrà".

Tra le altre cose, Raiola ha espresso il suo parere anche su Diego Armando Maradona e su quello che El Pibe de Oro ha rappresentato per Napoli: "Mi vengono in mente i miei zii e i tempi in cui ero un ragazzino e lavoravo nel loro ristorante in Olanda. Quando il Milan di Sacchi, che era la squadra per cui tifavano tutti gli olandesi, batteva il Napoli di Maradona, tanti clienti si presentavano al locale e dicevano: “Abbiamo vinto”. E i miei zii, super tifosi del Napoli e di Maradona, replicavano: “Noi chi?”. È stato un grandissimo così com’era. Mi danno fastidio quelli che vogliono togliere l’uomo dall’atleta. Maradona è l’unica cosa che la Juventus non è riuscita a comprare dal Napoli. Diego ha dato molto più che due scudetti al Napoli: ha dato loro orgoglio, non facendoli più sentire asini”.

Ieri sera, dopo le vittorie di Liverpool e Barcellona, il quadro delle squadre qualificate ai quarti di finale è completo. Quattro inglesi, un'italiana, una spagnola, una portoghese ed una olandese. Nemmeno una tedesca, l'ultima volta che la Germania era uscita dall'Europa così presto era la stagione 2005-2006, tredici anni fa. Se per la Bundesliga è un flop, la Premier League esulta, dopo qualche anno di stand-by (tralasciando il Liverpool della stagione scorsa), torna a dominare questa competizione. L'ultimo grande picco inglese fu nel 2010-2011 (tre qualificate), senza dimenticare gli anni d'oro in cui la Premier portava addirittura 3 club tra i primi 4: nel 2008 con la finale tutta inglese vinta ai rigori dal Manchester United contro il Chelsea (che aveva eliminato il Liverpool in semifinale) e nel 2009 con il Barça a trionfare sullo United e Chelsea-Arsenal arrivate a un passo dalla finale. Come non parlare dei Red Devils, rimonta al 95' contro il PSG grazie ad un rigore di Rashford, morale alle stelle per la flotta di Solskjaer, che ora come le altre aspetta solo il sorteggio, data la possibilità di vedere uno United-City inedito. Ovviamente i derby sono il draw matematicamente più semplice da pescare, ma elenchiamo precisamente chi sono le 8 squadre qualificate a questi quarti di finale: Liverpool, Manchester United, Manchester City, Tottenham, Juventus, Barcellona, Porto ed Ajax. Oltre le due inglesi già citate, rimangono Tottenham e City, forse le squadre più convincenti degli ottavi, 4-0 e 10-2 i risultati totali a favore degli Spurs e dei Citizens, rispettivamente contro le tedesche Borussia Dortmund e Schalke 04. Ci sono le due outsider Ajax e Porto, i lancieri dopo aver sconfitto il Real Madrid potrebbero essere realmente la sorpresa di questa edizione, mentre il Porto con la Roma ha avuto anche un pò di fortuna VAR. Juventus, inutile parlarne a lungo, è la favorita principale e se giocasse il resto delle partite come quella dello Stadium contro l'Atletico Madrid, difficilmente qualcuno riuscirà a strapparle la coppa delle grandi orecchie dalle mani. Barcellona che viene da un 5-1 al Lione, dopo lo 0-0 dell'andata, ma il risultato mente poichè i blaugrana in certi instanti hanno rischiato di farsi recuperare, soprattutto sul parziale 2-1 del francese Tousart. Il tabellone è completo, non resta che aspettare il sorteggio, buona champions!

Secondo l'edizione odierna de 'Il Mattino', risulta assolutamente evidente la crescita del Napoli anche in campo internazionale.
La squadra azzurra, infatti, con 79mila punti, è salita al 14esimo posto nel Ranking Uefa, guadagnando due posizioni rispetto alla classifica precedente, posizionandosi davanti a tre prestigiosissimi club inglesi, Manchester United, Liverpool e Chelsea.
La scalata europea del Napoli, anno dopo anno, si sta rivelando prestigiosa e di tutto rispetto con notevoli passi avanti anche in termini di mentalità, al punto che adesso gli azzurri sono considerati dai bookmakers una delle due maggiori favorite alla vittoria finale dell'Europa League.
I partenopei, inoltre, si sono notevolmente avvicinati a Shakhtar Donetsk (80.000), Roma (81.000) e Borussia Dortmund (85.000), tutte e tre fuori dalle coppe, e, in caso di un percorso europeo di rilievo, potrebbero operare, quindi, un triplo sorpasso, con la concreta possibilità di stabilizzarsi nel gruppo di seconda fascia nel sorteggio dei gironi della prossima edizione della Champions League.
Già 17mila i punti conquistati in questa stagione, gli stessi degli ottavi di finale di Champions League conquistati con Sarri.
Il record di punti degli ultimi cinque anni è stato stabilito da Benitez (22mila punti) nella stagione 2014-2015, quella della semifinale di Europa League. 

 

Paris Saint Germain

1

 

Manchester United

3

4-2-3-1   4-3-3
Buffon

Kehrer         Silva      Kimpembe       Bernat

Verratti        Marquinhos

Alves                   Draxler               Di Maria

 Mbappé
 

De Gea

Lindelof        Bailly        Smalling        Shaw

Fred            McTominay       Young

Pereira                                          Rashford

Lukaku

MARCATORI: 2' Lukaku (M), 12' Bernat (P), 30' Lukaku (M), 93'  rig. Rashford (M)
Ammoniti: Di Maria (P), Paredes (P), Shaw (M)

Alle 21.00, al Parco dei Principi, al fischio d'inizio di Skomina, tutto sembrava già scritto.
Da una parte, un miliardo di squadra e altrettanto speso per vincere finalmente quella coppa; dall'altra, ciò che era rimasto di una comunque ottima rosa con un'infermeria da benedizione, Pogba squalificato ed una situazione interna al limite del collasso presa giusto in tempo per i capelli.
Come dettaglio comunque da considerare, quasi ci si dimenticava dello 0-2 dell'andata all'Old Trafford.
Dunque, sentenza già scritta.
I bookmakers quotavano la vittoria del Red Devils a 7; quella della qualificazione, era di sicuro un'abbondante doppia cifra.
Ed invece, quel simpatico pallone arancione, nello stadio delle capitali, sa davvero rotolare in maniera folle e delirante.
E se poi, nei paraggi, si trovano uno di nome Ole Gunnar Solskjaer e la VAR, l'jmpensabile può assumere davvero le fattezze del reale.
La partenza allo start del PSG è orrenda: al 2', un pasticcio difensivo permette a Lukaku di involarsi verso Buffon, saltarlo e depositare in scivolata a porta sguarnita il vantaggio United.
L'allungo dei parigini sembra incoraggiante: Mbappè prende in mano la squadra, la invita alla calma e, dopo 10 minuti, fornisce a Bernat l'assist per il più facile dei tap in.
L'inerzia sembra dalla parte dei transalpini: giocano, vigilano ed accelerano al momento giusto creando più di un grattacapo a De Gea e compagni di reparto.
Alla mezz'ora, però, il primo indizio: un tiro di Rasfhord dalla distanza mal respinto da Buffon capita davanti al killer Lukaku ed è 2 a 1 per i Red Devils.
Nella ripresa, la partita si incattivisce parecchio ma scorre comunque sotto un sostanziale controllo del PSG fino al 90' quando scatta la scintilla del clamoroso, a cui i parigini speravano in cuor loro di essersi abituati.
Un tiro di Dalot viene deviato dal braccio largo di Kimpembe, Irrati (!) al VAR richiama Skomina che assegna il rigore allo United e Rashford, glaciale dal dischetto, batte Buffon impacchettando il pacco qualificazione con destinazione Manchester.
L'assalto finale, con Cavani in campo con una gamba sola, è inutile: lo United compie una rimonta pazzesca, vola ai quarti di finale di Champions League e lascia al PSG un'ennesima notte da dimenticare e quell'ossessione che proprio non li vuole abbandonare.

 

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