Alla vigilia della sfida in campionato contro il Bologna, Max Allegri ha parlato in conferenza stampa, soffermandosi, sulle insidie del match di domani: “Affrontiamo una squadra che ora ha un altro piglio, quindi per noi è una partita importante perché bisogna arrivare allo scontro diretto a Napoli con il vantaggio immutato”. La formazione potrebbe essere assai variabile e sarà decisa solo dopo l’ultimo allenamento, anche perché perfino Ronaldo non è sicuro del posto e a centrocampo ci sarebbero solo tre arruolabili: “Anzi, due e mezzo – ha rintuzzato Allegri – perché Pjanic è mezzo morto. Ora vediamo come sta, perché ieri era in mano a Cristo e speriamo che oggi ce lo rimandi indietro. Se ne ho due in qualche modo si farà. L'importante però è lo spirito, l'atteggiamento. L'unica cosa che so al momento è che domani gioca Perin, poi devo valutare Chiellini. Cristiano? L'altra sera ha fatto una delle migliori partite come prestazione singola. Tra Mandzukic, lui, Dybala, può darsi giochino tutti e tre più Bernardeschi. Dipende da come stanno gli altri giocatori…”. Ovviamente, però, l'attenzione non poteva che concentrasi sul ritorno degli ottavi di Champions contro l'Atletico, così Allegri in vista della sfida del 12 Marzo: “Deve essere e sarà sicuramente una grandissima serata. Non so se passeremo o no, lo vedremo alle 11 del 12 marzo, magari a mezzanotte se ci saranno i supplementari. Io comunque preferisco questi momenti, altrimenti la vita sarebbe piatta: tutti tristi ad aspettare la batosta. E invece ne dai cinque, ne pigli una, ma poi ne dai altre dieci”. Così, ecco l’ammissione tra i denti: “ Abbiamo molte possibilità di farcela”. Poi sul gestaccio inopportuno di Simeone, Allegri non si è voluto sbilanciare troppo: “Sono cose che non sta a me giudicare, sono cose personali. Ognuno si comporta per come è”.  

Emiliano Mondonico, uno di quei personaggi del calcio nostrano di cui è difficile dimenticarsi. Sin da piccolo nutre una grande passione per il calcio; infatti, entra a far parte delle giovanili della Rivoltana, squadra del suo paese. All’età di diciannove anni, Mondonico viene ingaggiato dalla Cremonese, dove milita per 2 stagioni; poi, il salto nella massima serie con il Torino. Un’esperienza, quest’ultima, che dura poco. Nel 1971 il “Mondo” gioca in Serie B prima con il Monza e, successivamente, con l’Atalanta. Con quest’ultima conquista una promozione in Serie A, nel 1972. La sua carriera da calciatore, però, durerà altri sette anni. Si ritira nel 1979, dopo aver disputato svariati campionati di Serie B e Serie C con la maglia della Cremonese. Ed è proprio da qui che, nemmeno quarantenne, Mondonico intraprende la strada di allenatore. Gli viene affidata la prima squadra grigiorossa, all’epoca in Serie B; un connubio che durò fino al 1986 e che ebbe il culmine nella stagione 1983/1984, con il ritorno in Serie A dei lombardi. Dopo una breve parentesi con il Como, Emiliano viene ingaggiato, nel 1987 dall’Atalanta, militante in quella stagione in Serie B. Con i bergamaschi fece subito il salto di categoria; ma ciò che più saltò all’occhio fu la cavalcata dei neroazzurri in Coppa Delle Coppe, interrottasi solo in semifinale per mano dei belgi del Mechelen. Le doti del tecnico di Cremona, però, non passarono inosservate e, i vertici della società del Torino, all’epoca presieduto da Gian Mauro Borsano, decisero di ingaggiarlo per la stagione 1990/1991. L’esperienza in granata, seppur di quattro anni, fu davvero esaltante. Nel 1992 il Torino fece la voce grossa in Europa, raggiungendo una storica finale di Coppa Uefa, dopo aver battuto nel turno precedente il blasonato Real Madrid di Emilio Butragueño. Purtroppo il trofeo fu vinto dagli olandesi dell’Ajax che, nelle doppia sfida con il “Toro”, prevalse solo per la regola del gol in trasferta; entrambe le partite, infatti, terminarono con un pareggio. Ma, la scena emblematica di quell’evento fu la sedia alzata in aria da Mondonico, in segno di protesta nei confronti dell’arbitraggio, ritenuto dallo stesso, particolarmente sfavorevole. L’anno successivo ci fu comunque gloria per i granata, con la Coppa Italia vinta contro la Roma. A questo punto, la carriera di Mondonico non vide più esperienze europee ma solo promozioni in Serie A con Atalanta e Torino, rispettivamente nelle stagioni 1994/1995 e nel 1998/1999. Ci fu una brevissima parentesi anche sulla panchina del Napoli, nel campionato 2000/2001. All’epoca il club azzurro navigava in acque agitatissime; la società, per metà di Ferlaino e per metà di Corbelli, era affossata dai debiti e, sul campo, la squadra non riuscì ad evitare la retrocessione nella serie cadetta. Successivamente guidò altre squadre come Cosenza, Fiorentina, Albinoleffe, Cremonese e Novara. Nel 2012 si ritirò dal calcio giocato per intraprendere la carriera di opinionista televisivo. Lo scorso 29 marzo, però, a causa di un brutto male, il Mondo ci ha lasciato all’età di 71 anni. Nonostante ciò, è rimasto l’affetto di tanti suoi ex colleghi e calciatori, a dimostrazione dello spessore umano del personaggio.        

Il presidente biancoceleste per cercare di risolvere i problemi della squadra, tartassata dagli infortuni e in netto calo di rendimento sul campo, è alla ricerca di metodi alternativi per porvi rimedio. Quindi per la quinta volta da quando è alla presidenza della Lazio, Lotito ha chiamato a Formello un sacerdote per benedire i campi di allenamento e lo spogliatoio. Soluzione un po' estrema che è stata suggerita al presidente, scherzosamente, da un ragazzo della primavera convocato in prima squadra, dopo l'ennesima sconfitta della formazione biancoceleste. Battuta che è stata presa fin troppo seriamente dal patron Lotito, che si è immediatamente attivato per metterla in pratica. Così a Formello è stato convocato il sacerdote per benedire gli impianti sportivi e cercare di ridare serenità all'ambiente, demotivato dagli ultimi risultati ottenuti e dalle recenti scaramucce tra giocatori, allenatore e presidente. Dopo tutto questo è un momento cruciale per la stagione biancoceleste e ogni intervento potrebbe essere cruciale per risollevare le sorti della Lazio. Lo sa bene Inzaghi e, soprattutto, Lotito, che per non lasciare nulla di intentato, ha chiesto un aiuto dai "piani alti".

Il cammino del Milan in questo 2019 è stato per la maggior parte ricco di soddisfazioni, infatti l' unica sconfitta subita dalla squadra di Gattuso è stata quella nella finale di supercoppa contro la Juventus.

Da allora il Milan ha inanellato una serie di risultati positivi tra Coppa Italia e campionato di 8 partite, che i rossoneri hanno l'opportunità di proseguire nella partita di questa sera a San Siro contro l'Empoli.

Gattuso opta per un leggero turn-over in vista dell'andata dei quarti di fanale di Coppa Italia contro la Lazio, reduce dall'eliminazione in Europa League. L'undici del mister rossonero vede infatti l'obbligatoria esclusione di Suso, che tornerà a disposizione dopo la squalifica, e l' esordio dal primo minuto di Andrea Conti che dopo 18 mesi  potrebbe ritrovare il campo da titolare.

Salgono le quotazioni per la titolarità di Castillejo, che andrà a comporre il trio d'attacco affiancando Piatek e Calhanoglu, con il brasiliano Paquetà che agirà alle spalle del croato.

Torna disponibile Lucas Biglia, che partirà dalla panchina.

 

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