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Non tutti gli artisti devono travestirsi da Dalai Lama

By Pubblicato Febbraio 16, 2019

Ormai il Festival di Sanremo è finito da un po' e tutti sanno che Mahmood, con “Soldi”, ha vinto tra non poche critiche…
Ma a far parlare di sé non è stato solo Alessandro, (per chi non lo sapesse si chiama così… e sì, è italiano al 100%!), ma anche un altro artista: Achille Lauro!
La canzone, che per quanto mi riguarda è costruita bene ed è orecchiabile, è stata criticata parecchio. Tutto questo perché, secondo molti, inneggia all'uso di droghe.
Sapete perché mi incazzo? Perché se fosse stata criticata dal punto di vista artistico non avrei avuto nulla da dire! Ognuno ha i propri gusti.
Ma se invece devo leggere e ascoltare critiche, che tra l'altro in maggior numero sono dovute ad un servizio fatto da una televisione nazionale che dovrebbe informare, e qui il condizionale è d'obbligo, allora non ci sto!
“Rolls Royce” parla di droga? E allora!? Togliamoci di dosso questo perbenismo stomachevole e iniziamo a guardare più al lato artistico. È vero l’arte deve anche essere d'esempio. Ma quello c'è già. Non tutti gli artisti devono travestirsi da Dalai Lama...

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